Festival du cinéma italien d’Annecy

Pour la deuxième fois, les élèves italianisants du Lycée Ampère se sont rendus au Festival du Cinéma Italien d’Annecy le 3 octobre 2011. Ce festival a une grande importance pour la diffusion de la culture cinématographique italienne. Il permet notamment au public de redécouvrir le patrimoine des films italiens mais il offre également un regard très aiguisé sur les films actuels. Chaque année, une région est à l’honneur au festival. Grâce à de belles coïncidences, les élèves ont pu découvrir en avant première, à travers les films, les régions qu’ils allaient et qu’ils vont visiter au cours de l’année. En effet, l’année dernière, le Piémont était la région représentée et nous sommes partis à Turin au mois de mai. Cette année, c’est la région Sicile qui était la région choisie par le festival et une partie des élèves partiront en échange à Palerme. Nous avons donc assisté à la projection de deux films événements qui nous ont donné un double regard, historique et contemporain sur cette région. Le premier film, I vicerè, de Roberto Faenza, nous a permis d’entrer dans cette tumultueuse période de l’Unité Italienne (nous fêtons d’ailleurs les 150 ans en 2011!) à travers le point de vue d’une famille puissante, les Uzeda. Le second film, Terraferma, d’Emanuele Crialese, réalisateur de Respiro, nous a en revanche plongés dans un sujet brûlant d’actualité: celui de l’immigration clandestine à Lampedusa.
Bonne lecture à tous!
http://www.annecycinemaitalien.com/

 

RECENSIONE – COLLEGAMENTO DEI FILM « I VICERE' » E « TERRAFERMA »
di Alessio Cecchini, “alunno Comenius” del Lycée Ampère (Lyon)
Annecy, 3 ottobre 2001 (Festival del Cinema Italiano)

RECENSIONE del Film: « I VICERE' ».
Catania.
Seconda metà dell’Ottocento.
La Sicilia, è ancora sotto il dominio dei Borboni di Spagna, ma ancora per poco.
Garibaldi è alle porte di Marsala, dove sbarcherà l’undici maggio 1860 con le celebri « Mille camicie rosse ».
Qui ha predominio la famiglia degli Uzeda, discendenti dei Vicerè (Spagna).
Una famiglia nobile, di alto casato, ricca, a cui sembrerebbe non mancare davvero niente.
Ma non è proprio così.
Contrariamente al paesaggio lindo, la narrazione si trasforma in un groviglio di rocambolesche situazioni familiari, che Roberto Faenza, regista del film, vuol raccontare attraverso la voce dell’Io narrante Consalvo (Alessandro Preziosi) sin dalla sua infanzia.
La vita marcia e lugubre del padre « Principe Giacomo » (Lando Buzzanca) che farà di tutto purchè i propri due figli apprendino cosa significa la parola malessere.
Una continua suspanse, che cerca di far comprendere allo spettatore, la mentalità italiana dell’epoca ottocentesca, la quale prometteva nei giovani (Consalvo)e non solo, la consapevolezza e allo stesso tempo, la necessità di cambiare il destino della propria nazione.
Che alla fine del Film, sembra svanirsi del tutto.

E il sentimento « all’italiana », che purtroppo vaga ancora tra i propri abitanti.
Liberi, pieni di fantasia, amore.
Ma che putroppo ancora non in grado di potersi autogestire, di prendere decisioni importanti, che putroppo continuano sempre a sostenere le brutte cause, come la mafia e tutto ciò che possiamo definire di illecito.
Con il solo scopo di soddisfare il proprio, singolo, bisogno.
Senza guardare in faccia nessuno.
Molti italiani, vuol dire il film, continuano a far finta di non vedere, che il paese crolla sin dalla sua nascita.
Continua imperterrito a combattere un male che non se ne va.
Il POTERE.

RECENSIONE del Film: « TERRAFERMA »

REGIA: Emanuele Crialese

Ancora Sicilia, isola su isola.
Lampedusa, la terra emersa nel mezzo del mar Mediterraneo, collocata proprio per essere una terra d’approdo.
Un oasi turistica, un cancello d’Europa per i migranti che vacillano giorni interi tra le coste africane e quelle della speranza.

Qui vive ancora l’antica tradizione italiana, i costumi del passato sono ancora radicati, come per spregio, quelle poche e povere persone, che si trovano nel mezzo ad un conflitto politico e sociale, che ormai dura da molti anni.

E’ qui che il mare fa da padrone di casa, è qui che vive una famiglia umile di pescatori, da padre in figlio, generazione dopo generazione, sembra non volersi arrendere alla globalizazione, al Mondo.
E’ qui che si coltivano ancora sentimenti umani, di persone che nonostante la povertà economica, posso vantarsi di essere ricche sentimentalmente, pronte a « rimboccarsi le maniche ».
Non è per niente sconosciuto al paese, il contributo di queste persone, i « lampedusani », che tutt’oggi combattono contro l’intero mondo, sperando di ottenere una voce in capitolo, in quanto secondo loro, abbandonati a se stessi per decisioni politiche.

La storia, affascinante ma al quanto drammatica, viene filmata su un solo piano, quello  orizzontale, sembra non concludersi mai.
Un giovane ragazzo (Filippo Pucillo) insieme alla madre (Donatella Finocchiaro), che cercano disperatamente una via di uscita, una « Terraferma » dove potersi insediare, dove poter condurre una vita « normale ».
La loro decisione di aprirsi al turismo di massa sembra essere l’ultima speranza, ma non sarà altro che il buon pretesto per dare un cambio netto alle loro esistenze.
Sarà infatti per questo che nel film, assistiamo a scene commoventi, di gente umile, pronta a tutto, a cui il popolo italiano non rende merito, continuando a diffamare e a contrastare una nuova mentalità.
Un Mondo libero dalle barriere.

COLLEGAMENTO E COMMENTO PERSONALE:
I due film, collocati in epoche diverse ma nella stessa terra, la Sicilia, sono molto distanti nella cronologia, ma alquanto vicini all’attualità.
Sembrerà strano, ma nei « Vicerè », si parla strettamente di attualità, specialmente nel finale.
Montecitorio a Roma, sede del parlamento italiano, nacque e tutt’ora è la sede della malavita.
Se una volta, si entrava in politica, come vuol dire il film, per non sopprimere, tutt’oggi si entra in politica per avere lo stesso potere, per concedersi una vita al quanto ricca di privilegi, una vita falsa e piena di controsensi, di chi non ha alcun pregiudizio.
Una mentalità che esisteva allora ed esiste tutt’oggi, che rende questo paese marcio.
Putroppo per lei, tutte le generazioni non hanno mai fatto niente che potesse cambiare radicalmente il sistema italiano, di famiglia in famiglia, si sono tramandati i costumi, i riti, ed è proprio vero che in italia  » Non troverai mai due italiani che pensano una cosa allo stesso modo », perchè è nel nostro sangue combattersi l’uno con l’altro per predominare.
Sembra di possedere uno scheletro nell’armadio, ogni volta che trovo a confrontarmi con le persone di altri paesi, è davvero difficile.
Vorrei non essere solo Pizza, Pasta, Mafia e Mandolino.
Vorrei essere prima di tutto Alessio, che non si vergonga del suo paese, della sua storia, arte, dei suoi costumi, dei suoi magnifici luoghi.
Vorrei crederci a un cambiamento, proprio come quando Martin Luter King pronunciò « I’ve a dream » davanti a milioni di americani.
Io sogno.

« S’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli italiani. »
Massimo d’Azeglio,
I miei ricordi, 1867

Brunel Victor  (1ère ES 1) :

RECENSIONE del Film: « I VICERE' ».

La storia :

È la storia di una grande famiglia nobile, la famiglia Uzeda, discendente dei Vicerè di Spagna. Questa storia si svolge al diciassettisimo secolo. Il racconto comincia negli ultimi anni della dominazione Borbonica in Sicilia. È la storia di Consalvo, ultimo erede degli Uzeda, durante quest’epoca.

La Critica :
Questo film mi è piaciuto veramente perchè la regia è molto bella e molto curata. La storia mi è piaciuta anche, con il contesto storico e la rivoluzione di Garibaldi, con la fine della dominazione Borbonica. Ho già visto un film che tratta  dello stesso periodo storico. Il Gattopardo di Luchino Visconti, con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale, realizzato nel 1963. È un film, come I Vicerè, che racconta la storia di una famiglia nobile, all’epoca della dominazione Borbonica. Gli uomini nobili sono accecati dal potere. Sono duri e diventano cattivi. Questo è il messaggio che Visconti vuole fare passare. È anche un grande affresco storico.
Per tornare al nostro film, si può dire che gli attori mi sono veramente piaciuti. Soprattutto l’attore che recita Consalvo, Alessandro Preziosi, che è molto convincente. Ci sono molte scene violente, o che mettono addirittura a disagio, ma anche allegre e tristi. Per esempio, la scena nella quale Consalvo, quando era piccolo, ritrova il fazzoletto della padrona di suo zio, è una scena allegra. Ma quando l’amico di Consalvo, Giovannino, si suicida, è un momento triste. Questi momenti, con una varietà di emozioni, permettono sia di criticare il potere sia di fare ridere lo spettatore.
Questo film somiglia al Gattopardo, perché tratta di una storia e di un contesto simile. Ci assomiglia anche nel modo di trattare l’argomento. Questo film fa passare molte emozioni e dà un’impressione di grandezza, con i palazzi, il contesto storico, i personaggi di un’altra epoca. La Sicilia è messa molto in valore.
In conclusione, posso dire che questo film è una buona riflessione sul potere, è un grande affresco storico, e permette di riflettere e di saperne di più su questa grande epoca dell’Italia.


Elisa BERTINI, TSTG1 :

Dal 27 Settembre al 4 Ottobre 2011 si è tenuta ad Annecy la ventinovesima edizione del festival del cinema italiano, un festival che permette di far conoscere un po’ di realtà e cultura italiana alla Francia.

Nella giornata del 3 ottobre ho assistito a due proiezioni: “I Vicerè”, uscito nel 2007 e “Terraferma” un film da poco uscito nelle sale italiane.

I due film affrontano due temi distinti: “I Vicerè”, ambientato in Sicilia, racconta gli ultimi anni della dominazione borbonica in Sicilia, a fine 800, e i primi anni dopo l’unificazione dell’Italia grazie a Garibaldi.

La storia è vista con gli occhi di Consalvo, uno degli eredi degli Uzeda, un’importante famiglia aristocratica. Egli è costretto fin da bambino a sopportare le tirannie del padre e a vivere in un ambiente di forte corruzione e ipocrisia.

Ormai adulto però, e grazie soprattutto alla caduta dei Borbone e all’unità d’Italia, Consalvo si allontana da tutto ciò e decide di vivere la propria vita liberamente.

Nonostante il film sia ambientato in un’epoca molto distante dalla nostra, la realtà narrata è molto simile alla realtà attuale. Una frase in particolare mi ha colpito molto, per la sua incredibile attualità: verso la metà del film Consalvo è su un battello per tornare in Sicilia dopo l’unificazione dell’Italia. Su questo battello ci sono due ragazzine che parlano tra loro e quando Consalvo domanda loro se sono originarie della Sicilia, una di queste nega dicendo che loro sono italiane. Ancora oggi questa realtà è presente, questa forte differenza tra nord e sud, questa ostinazione da parte dei primi di considerare i secondi non appartenenti al proprio paese. Questa discriminazione interna che da molti anni, anzi da quando l’Italia è stata unita, ha portato continuamente sempre più problemi.

Nel secondo film, “Terraferma”, viene invece narrata una realtà molto più recente e dolorosa: l’immigrazione. Il film è ambientato sempre in Sicilia, su una piccola isola del mediterraneo, dove ogni anno migliaia di immigrati approdano clandestinamente. La storia è vista con gli occhi di Filippo, un ragazzo che abita su quell’isola con la propria madre e che dunque assiste a questi sbarchi quasi tutti i giorni.

Un giorno però le cose vanno diversamente, Filippo e suo nonno soccorrono alcuni immigrati che erano finiti in mare. Tra questi vi era una donna incinta con un bambino e, visto che non potevano consegnarla ai carabinieri, Filippo decide di accoglierla a casa propria, insieme a sua madre, e di aiutarla a raggiungere la Sicilia, per poi imbarcarsi e permettergli di raggiungere suo marito a Torino.

Ma la situazione non è semplice e i controlli sono sempre più ferrei, così Filippo una notte decide di prendere la barca di suo padre e di portare la madre con i suoi due figli in Sicilia.

La storia raccontata non è una storia usuale, non parla di discriminazioni raziali o lotte tra siciliani e immigrati, al contrario parla di amore, di coraggio e di solidarietà  verso coloro che si considerano “diversi”. È una storia che ci fa vedere il lato meno conosciuto dell’immigrazione, un lato dove non esiste la violenza, ma soltanto la voglia di aiutare chi ha bisogno di noi.


Isabelle Levé, 1L2 :

« I Viceré » è prima di tutto un film d’epoca che ripercorre la storia di una nobile famiglia italiana, gli Uzeda, discendente dei rè spagnoli, nel periodo dell’Unità, attraverso lo sguardo di Consalvo, un ragazzino cresciuto dal padre con una mano ferrea. Il narratore porta successivamente uno sguardo da ragazzo, poi da adolescente e in fine da uomo sul suo mondo che si allarga progressivamente. Vive prima con la famiglia, poi al monastero e da grande, a Catania. Questo film è un grande affresco storico perché tratta di un periodo particolarmente importante per l’Italia. La società cambia e nascono forti opposizioni politiche (simplificando, tra pro-Garibaldi e anti-Garibaldi). In quella società, che assomiglia abbastanza a quella di oggi, le donne sono costrette a sottomettersi all’autorità del padre, il potere e i soldi generano il rispetto.  Ma il film è anche una specie di genealogia dell’odio che interroga i rapporti tra i diversi membri di quella famiglia. Il regista esamina senza indulgenza i desideri di ogni personaggio e le conseguenze sulla loro anima del padre, odioso e castrante.

La forza di quel film è il suo carattere teatrale. Benché la storia sia raccontata da Consalvo, lo sguardo della cinepresa è leggermente distante, come se lo spettatore stesse guardando uno spettacolo teatrale. In effetti, l’odio e la tensione si fondano sui non-detti che si esprimono solo con gli occhi e i gesti . Ci sono segreti, « cadaveri nell’armadio » che avvelenano la famiglia. Si pensa per esempio alla morte della madre di Consalvo. E se non fosse una morte accidentale ? « I Vicerè » mi è anche piaciuto perché è un capolavoro estetico. I colori dei vestiti e delle case ricche dove abitano sono sontuosi, e il modo di filmare ci sprofonda nel cuore di quel teatro glaciale. Non mi sono annoiata un secondo !

Per concludere, anime sensibili, mi raccomando : i vicerè sono tanto appassionanti quanto strazianti dal loro potere distruttore ! La vita dei protagonisti, Consalvo e sua sorella Teresa, sembra una serie di sconfitte : sconfitta della loro educazione che li ha distrutti ; sconfitta del matrimonio di Teresa che provoca il suicidio del suo vero amore ; e sconfitta della vita sentimentale di Consalvo che diventa violento con le donne. La fine è una costatazione tragica. Anche se Consalvo ha odiato suo padre, riproduce i suoi atti : si lancia nell’inseguimento del potere, armato di  tutto il suo cinismo. Perché come dice lui : « Gli uomini sono stati e saranno sempre gli stessi ».


I Viceré – Trailer ufficiale

 

Terraferma – Trailer ufficiale

Suite des critiques :

Sara SEVERINO, TSTG1

FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI ANNECY

Quest’anno si è tenuta a Annecy la 29° edizione del festival del cinema italiano.
In questa occasione, la Francia ha incontrato ancora una volta, la cultura cinematografica italiana, facendo conoscere al pubblico francese parte della storia e dell’attualità di questo Stato.

Il film “I Vicerè” di Roberto Faenza è ambientato in Sicilia al tempo dell’Unità d’Italia. Attraverso la storia della famiglia Uzeda, il regista racconta la corruzione, gli intrighi e l’importanza del denaro e del potere nell’Italia della fine dell’800.
Ho guardato questo film pensando all’Italia come la conosco io da cittadina, e mio malgrado, ho potuto constatare che tutto ciò si ripropone ancora oggi, a distanza di ben 2 secoli.
Sebbene le circostanze siano diverse, quella stessa corruzione e sete di potere, spiega le azioni di molte persone che ai giorni nostri, hanno come unico scopo e interesse quello di arricchirsi a discapito di altri.
Per questo motivo ho trovato il tema di questo film attuale tanto quanto quello del secondo film proposto, “ Terraferma”.
Quest’ultimo, diretto da Emanuele Crialese, affronta il problema dello sbarco di immigrati clandestini in Italia e in particolare la vicenda di una famiglia che decide di aiutare una giovane donna immigrata con i suoi due figli, offrendogli per un breve periodo un alloggio.
Il regista, in questa pellicola concentra la sua attenzione non solo sul razzismo, la discriminazione e l’intolleranza verso questa problematica, ma bensì anche sull’approccio più umano di chi ha voglia di tendere una mano verso queste persone che, nella speranza di una vita migliore, mettono in pericolo ogni giorno la propria vita per raggiungere la costa di uno Stato che ai loro occhi rappresenta la salvezza.

Marta Consales, 1STG1

Commento ai film 
 
I film che abbiamo visto: « I vicere » e « Terra ferma » sono stati entrambe molto interessanti e alquanto veritieri. Ambe i film trattano di tematiche assai odierne e purtroppo rispettive a quella che è oggi l’Italia. I registi, in mia opinione; sono riusciti a trasmettere delle tragiche verità, se pur essendo tragiche, in maniera ironica. La male accettata clandestinità di Lampedusa,e l’abuso del potere, la corruzione, sono tutti temi ardui e piuttosto delicati, che in questi due film però, sono raccontati con una chiarezza, secondo me, straordinaria, riuscendo a passare anche attraverso i più giovani che spesso ignorano queste problematiche.

Denilda BECI, 1STG1

Quest’anno al festival del cinema italiano a Annecy sono stati presentati anche «I Viceré» di Roberto Faenza e «Terraferma» di Emanuele Crialese.
Il primo film racconta la storia dell’Unità d’Italia ma in maniera molto coinvolgente e interessante. Alla fine del film il personaggio principale che si chiama Consalvo (Alessandro Preziosi) dice una frase « Era stata fatta l’italia chissa quando si sarebbero fatti gli italiani », questa frase rispetta chiaramente la situazione che in questo momento c’è in Italia.
Il secondo film racconta la storia di una famiglia di pescatori e di naufraghi. Attraverso questo film possiamo notare diversi punti di vista, la famiglia di pescatori che aiutano la naufraga, la naufraga che ha trovato una famiglia che l’aiuta e poi c’è anche il punto di vista di chi non vuole aiutare i naufraghi. Il finale di questo film ci lascia con un dubbio.
Entrambi questi film sono meravigliosi, interessanti e colpiscono li spettatori.

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